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23-04-2020 - COVID-19: Ulteriori misure fiscali adottate dal governo

Con il protrarsi dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus (COVID-19), l’8.4.2020 è stato emanato il D.L. 23/2020 (c.d. “decreto liquidità”, di seguito il “Decreto”), in vigore dal 9 aprile 2020, che prevede ulteriori sospensioni dei termini di effettuazione dei versamenti fiscali e contributivi ed ulteriori proroghe per l’effettuazione di alcuni adempimenti fiscali rispetto a quanto stabilito dal precedente D.L. n. 18/2020 (c.d. “decreto Cura Italia”).
  
Misure inerenti la sospensione dei versamenti

L’articolo 18 del Decreto prevede, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, la sospensione dei versamenti nei mesi di aprile e maggio 2020 relativi a:

- IVA;
- ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente;
- contributi previdenziali e assistenziali;
- premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria.

Per i soggetti con fatturato fino a 50 milioni di euro, la sospensione si applica a condizione che i contribuenti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del precedente periodo d’imposta. 

Per i soggetti con fatturato superiore a 50 milioni di euro, invece, la sospensione opera a condizione che il calo del fatturato sia stato di almeno il 50%.
I versamenti sospesi in base alle nuove disposizioni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

Inoltre, analoghe disposizioni sono previste per i soggetti che operano nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria (es. soggetti che operano nel turismo, nella ristorazione, nell’attività sportiva, nell’intrattenimento, nelle attività culturali, nei servizi di assistenza, nei trasporti, ecc.).

Ai fini dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP, l’art. 20 del Decreto favorisce la possibilità di calcolare e versare gli acconti dovuti utilizzando il metodo “previsionale” anziché il metodo “storico”. Infatti, la norma stabilisce, solo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non è inferiore all’ottanta per cento della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso.

Infine, con l’articolo 26 del Decreto, che sostituisce quanto precedentemente disciplinato dall’art. 17 co. 1-bis del D.L. 124/2019, sono introdotte ulteriori semplificazioni per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Misure inerenti il differimento degli adempimenti tributari

L’art. 22 del decreto liquidità dispone l’ulteriore proroga, dal 31 marzo 2020 al 30 aprile 2020, del termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2020 rilevanti per la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi precompilate relative al 2019 (modelli 730/2020 e REDDITI PF 2020) e per la consegna ai contribuenti-sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020.

Misure inerenti il contenzioso tributario

Al fine di agevolare la digitalizzazione anche degli atti giudiziari, l’art. 29 del Decreto prevede l’obbligo, per gli enti impositori, gli agenti della riscossione e i soggetti iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e le parti assistite da un difensore abilitato, che si sono costituite in giudizio con modalità analogiche, di notificare e depositare gli atti successivi, nonché i provvedimenti giurisdizionali, esclusivamente con le modalità telematiche.

Inoltre, l’art. 36 del decreto liquidità dispone l’ulteriore proroga, dal 15 aprile 2020 all’11 maggio 2020, dei principali termini processuali.

Altre misure a sostegno della liquidità delle imprese

Il decreto liquidità reca alcune misure volte, fino al 31 dicembre 2020, a facilitare il processo e ad incrementare il volume di concessione di finanziamenti alle imprese e agli esercenti arti e professioni, da parte di banche e altri intermediari finanziari autorizzati all’esercizio del credito, mediante la concessione di garanzie statali per il tramite di SACE S.p.A. e del Fondo centrale di garanzia per le PMI.



 

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