Articoli e Libri

30-09-2005 - Il credito di imposta per le imposte pagate all’estero

La  legge delega per la riforma del sistema fiscale italiano (L. 80/2003) annovera espressamente tra i criteri da seguire per la realizzazione del Testo Unico delle Imposte il divieto di doppia imposizione giuridica. Tale divieto, secondo l’interpretazione della relazione al disegno di legge delega, è una conseguenza necessaria dei principi di uguaglianza nell’imposizione e di giustizia fiscale e deve essere assunto nella sua accezione più ampia , comprensiva della doppia imposizione interna e della doppia imposizione internazionale. Per quest’ultima, il divieto ha un effetto impegnativo per lo Stato, nel senso della predisposizione di tutti gli strumenti idonei a garantire i propri contribuenti.
In tale ottica il legislatore italiano è intervenuto, sotto l’aspetto procedurale, riformulando la disciplina del credito per le imposte pagate all’estero da soggetti residenti, di cui all’articolo 15 del DPR 917/86. L’intervento normativo si è reso necessario non solo per rendere coerente la vecchia disciplina del credito d’imposta ex art.15 con i nuovi istituti introdotti dalla riforma del sistema fiscale italiano (tra cui, in particolare, il consolidato fiscale mondiale) ma anche per dare piena attuazione al principio di neutralità fiscale internazionale, elevato dalla Legge Delega a principio generale di codificazione delle norme tributarie.

LOMBARDO M., Il credito di imposta per le imposte pagate all’estero, in Fiscalità Internazionale, Luglio-Agosto 2004.


 

© 2020 R&A Studio Tributario Associato. All rights reserved.
P.IVA: 08845480014